domenica, ottobre 09, 2005

Biomasse, i comitati in piazza da Prodi

Decisa una clamorosa iniziativa di protesta quando giovedì arriverà il candidato alle primarie dell’Unione

Ma la manifestazione a Pesaro spacca il fronte del no: alcuni sindaci non ci saranno

di OSVALDO SCATASSI

SALTARA I comitati contro la centrale a biomasse si preparano a marciare su Pesaro, giovedì prossimo. «Protesta pacifica, solo cartelloni, slogan e tanta gente», ripetono i vari portavoce, per evitare che l'iniziativa sia interpretata come attacco a Romano Prodi. Il più accreditato fra i candidati premier del centrosinistra è infatti atteso proprio fra quattro giorni in piena campagna per le primarie. La proposta causa una prima frattura nel fronte contro l'impianto, previsto a Schieppe di Orciano. Mancherà qualche fascia tricolore e qualche gonfalone.
Si dissocia per primo il sindaco di Cartoceto, Ivaldo Verdini: «La vertenza è contro la Regione, Prodi non c'entra. Non parteciperò e credo che anche gli altri colleghi della vallata saranno dello stesso avviso. Sono invece pronto a una seduta di protesta ad Ancona, perché condivido i timori dei cittadini. I comitati chiedono il sostegno ai sindaci e poi negano la parola a me e ad altri amministratori. Un gesto sgradevole, non si può chiudere alle 22.45 un'assemblea come quella».
La lotta contro la centrale a biomasse richiama 700-800 persone anche a Calcinelli, dove l'altro ieri sera è stato convocato l'ultimo incontro itinerante per informare i cittadini della vallata. I comitati sembrano a un punto di svolta. La gente continua a partecipare numerosa, ma non riescono a emergere dalla vertenza di livello locale. «Ottiene più seguito un'insegnante di religione - sostiene Adriano Mei, dal tavolo dei relatori - che la salute di centomila persone. Proviamo a farci sentire, andiamo a Pesaro quando arriverà Prodi». Un atto di visibilità, è stato definito.
Non blocca la macchina organizzativa il fatto che Verdini si sia già dissociato. «È la chiara prova - sostiene Alfredo Sadori, di Barchi - che costoro continuano a considerarci solo elettori e non cittadini titolari di diritti. L'obiettivo non è politico, ma sconfiggere l'oscurantismo in cui certe amministrazioni ci vorrebbero confinati. D'altra parte è opportuno che chi si candida a governare il Paese abbia coscienza dei problemi». Durante l'assemblea prova a intervenire, senza troppa fortuna, anche un socio del gruppo che si candida a gestire l'eventuale impianto a Schieppe, per spiegare che la centrale produrrà energia pulita, risolvendo in modo compatibile con l'ambiente una parte del deficit energetico marchigiano. Confuta la tesi Clotilde Perotta, presidente dei liberi imprenditori (Anpil), la quale sostiene che la centrale rilascerà una mole eccessiva di inquinanti. Restano intatte tutte le altre perplessità, dalle dimensioni dell'impianto (da 25 MegaWatt) alla paura che si trasformi in inceneritore per rifiuti.

(Il Messaggero)