mercoledì, settembre 21, 2005

Biomasse nuova frontiera energetica

ROMA - «Gli agricoltori europei sono pronti a raccogliere la sfida, delle energie rinnovabili, convinti che il futuro dell’agricoltura, dovrà poggiare sempre più sulla «multifunzionalità». Lo ha detto il presidente della Confagricoltura Federico Vecchioni, intervenendo come rappresentante del Copa (il Comitato delle Organizzazioni agricole europee) alla Conferenza sull’agricoltura Nord America Unione Europea, in corso ad Orlando, in Florida.
«La produzione agricola tradizionale - ha precisato Vecchioni - dovrà pertanto confrontarsi con quella per usi diversificati, non solo energetici, in un quadro di sviluppo sostenibile che tenga conto della tutela dell’ambiente e dei vantaggi sul piano occupazionale».
Secondo le stime del Copa, l’obiettivo dell’Unione Europea di sviluppo dei biocarburanti renderà necessario un aumento della superficie dedicata, stimabile dai 3,9 milioni di ettari del 2005, fino ai 9,4 nel 2010. «L’agricoltura europea ha aggiunto il rappresentante del Copa - dispone di un potenziale ampio e fortemente diversificato tra cereali, oleaginose, bietole e legno, per far fronte alle richieste di energia pulita da fonti rinnovabili».
Attualmente l’Unione Europea dispone di una capacità di produzione di biodiesel di 3,7 MTonn, distribuita su circa 50 impianti, per metà localizzati in Germania.
Per il bioetanolo, invece, la capacità di produzione registrata in 4 Paesi (Francia, Spagna, Polonia e Svezia) nel 2004, ammonta a 6 milioni di ettolitri. Tuttavia, in altri 12 Paesi sono previsti progetti d’investimento, che potrebbero portare la capacità produttiva a 41 milioni di ettolitri.
«In Europa, come negli Stati Uniti - ha concluso Vecchioni - l’utilizzo a fini energetici delle coltivazioni agroforestali è una nuova frontiera da percorrere. Occorre però una strategia attuata in maniera convinta dalla Commissione e dagli Stati membri, che possa contare su un’opportuna dotazione finanziaria e affidamenti contrattuali e normativi di lungo termine».

(La Gazzetta del Mezzogiorno)