lunedì, settembre 19, 2005

Altomeni: Biomasse, serve un sistema di controllo partecipato

Il questi giorni il Sindaco di Fano chiedeva sulla stampa quale fosse la mia opinione sulla centrale a biomasse di Orciano. Pur seguendo con attenzione il dibattito e consultandomi con diverse persone, ho evitato di intervenire in maniera superficiale su un tema molto complesso, sul quale si sono sprecati interventi superficiali, da una parte e dall’altra. Tra l’altro ho visto diversi politici passare da un fronte all’altro con estrema facilità…
Tutta questa vicenda rischia di diventare una trappola mortale per chi si batte per scelte politiche ed economiche sostenibili per l’ambiente. Su un piatto della bilancia c’è il Piano Energetico Ambientale Regionale, ritenuto uno dei migliori in Italia, fortemente incentrato sulle energie rinnovabili ed il risparmio, che esclude grandi centrali a combustibile fossile. Dall’altra parte ci sono le comprensibili preoccupazioni di cittadini che temono di veder nascere vicino a casa un grande impianto, con poca fiducia nelle istituzioni e nei poteri economici. I due elementi si contrappongono perché il Piano Energetico Ambientale Regionale è decisamente avversato dai “poteri forti” che non vedono l’ora di poterne dimostrare il fallimento, ossia che in Regione non sono nati abbastanza impianti ad energia rinnovabile, per tornare alle vecchie mega centrali fossili.
Non accetto di farmi stritolare in questa logica e ritengo che occorra sia salvare il Piano Energetico che garantire ai cittadini la salvaguardia della propria salute e dell’ambiente in cui vivono.
Rispetto al problema dell’inquinamento atmosferico, questo impianto è paragonabile a tanti altri che affollano le nostre zone industriali. La legislazione, sulla carta, è buona, e i cittadini potrebbero stare tranquilli se sapessero di potersi fidare dei controlli. Purtroppo hanno dovuto imparare a non fidarsi, e questo è un problema che tutti insieme dobbiamo porci. Il miglior controllo è quello sociale, da parte della comunità stessa, e per questo serve un percorso realmente partecipativo in cui istituzioni e comitati, fin da ora, concordino un sistema di controllo condiviso e partecipato. Nella valutazione di impatto ambientale occorre stabilire se il consumo idrico è compatibile con il nostro territorio e se il riscaldamento dell’aria è accettabile.
La questione che proprio non mi convince è quella dell’approvvigionamento del combustibile. Io continuo a pensare che l’agricoltura sia una attività che debba principalmente produrre cibo per le comunità locali e non condivido l’idea che vada riconvertita a produzioni energetiche. Pertanto ritengo accettabile una centrale a biomasse solo se utilizza scarti di produzione e se questi sono reperiti entro un raggio accettabile. Progettisti dell’impianto e tecnici della Regione dovrebbero darci dati più precisi, e non generici come quelli circolati fino ad ora, sul reperimento del combustibile. Questi dati devono essere certi, e non basati su verbi al condizionale e al futuro.
L’altra questione cruciale è quella economica. Il nostro territorio ha già imparato che il sacrosanto principio “chi inquina paga” non vale nulla se chi causa il danno dichiara fallimento. Da queste ipotesi occorre tutelarsi. A chi vuole investire occorre chiedere garanzie reali e fideiussioni su cui gli enti pubblici e le comunità possano rivalersi in caso di danno ambientale. Se il progetto è sicuro non sarà difficile trovare imprese e banche pronte a farsi garanti.
Se si metteranno da parte i pregiudizi e la propaganda politica sarà possibile sedersi attorno ad un tavolo per ricercare un soluzione che tenga conto di tutte le esigenze in campo e della complessità del problema. Altrimenti si rischia di finire tutti sconfitti (tranne i soliti noti): magari la centrale si farà comunque, ma senza le necessarie garanzie, o magari non si farà e domani ci troveremo a dover combattere per scongiurare una mega centrale turbogas, a petrolio o, perché no, a carbone… Forse allora capiremo qualche retroscena in più di questa vicenda.

Michele Altomeni*

(Sottocchio Fano)

*Presidente Prima Circoscrizione del Comune di Fano - Sinistra Unita